Il rifiuto e la revoca del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno può essere rifiutato o revocato qualora lo straniero richiedente sia considerato pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato Italiano o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone[1].

Per quanto riguarda il rifiuto o la revoca del permesso di soggiorno per motivi di famiglia[2] si tiene conto anche di eventuali condanne per i reati previsti dagli articoli 380, commi 1 e 2, e 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, ovvero per i reati di cui all’articolo 12, commi 1 e 3 del Testo Unico sull’Immigrazione. Lo stesso permesso è inoltre revocato qualora sia accertato che il matrimonio o l’adozione abbiano avuto luogo allo scopo esclusivo di permettere all’interessato di soggiornare nel territorio dello Stato.

In ultimo, il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero abbia interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di soggiorno di durata biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà del periodo di validità del permesso di soggiorno, a meno che l’interruzione sia dipesa da gravi e comprovati motivi.

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere revocato nel caso in cui:

  • Sia stato acquisito fraudolentemente: lo straniero richiedente abbia quindi fornito documenti falsi o false dichiarazioni finalizzate all’ottenimento del titolo di soggiorno di lungo periodo non avendone diritto o, ancora, secondo la circolare del Ministero dell’Interno del 27 maggio 2009, qualora il permesso sia stato acquisito mediante la celebrazione di un matrimonio di comodo;
  • In caso di espulsione: come disciplinato dall’art. 9 comma 9 del Testo Unico sull’Immigrazione;
  • Manchino o vengano a mancare le condizioni per il rilascio;
  • Lo straniero manchi dal territorio dello Stato per un periodo superiore a 6 anni.
  • In caso di assenza dal territorio italiano per un periodo di almeno dodici mesi consecutivi;
  • Venga conferito un permesso di soggiorno di lungo periodo da parte di altro Stato membro dell’Unione europea, previa comunicazione da parte di quest’ultimo[3].

In caso di revoca del permesso UE a causa delle ultime due motivazioni elencate, allo straniero viene data la possibilità di riacquisirlo, sempre previa verifica dei requisiti richiesti per il rilascio. Negli altri casi, fatta eccezione per l’espulsione, in seguito alla revoca allo straniero viene rilasciato un permesso di soggiorno non UE.

_______________________

[1] Art. 5, comma 5 del Testo Unico sull’Immigrazione.

[2] Art 5 comma 5 bis del Testo Unico sull’Immigrazione

[3] Art. 9 comma 7 del Testo Unico sull’Immigrazione

Leggi

Il permesso di soggiorno

Se sei un cittadino extracomunitario e vuoi soggiornare in Italia per un periodo superiore a 90 giorni, una volta ottenuto il VISTO NAZIONALE devi procurarti il  PERMESSO DI SOGGIORNO, che avrà la stessa durata del visto, attraverso il quale è autorizzata la permanenza del cittadino straniero sul territorio italiano.

Se rilasciati per motivi di lavoro, essi possono avere validità di:

  • 6 o 9 mesi nei casi di lavoro stagionale;
  • un anno se la motivazione è lo studio o formazione;
  • due anni per lavoro autonomo o subordinato a tempo indeterminato o per ricongiungimenti familiari.

La durata del permesso di soggiorno non rilasciato per motivi di lavoro è quella prevista dal visto d’ingresso.

Tale durata non può comunque essere:

  • superiore a tre mesi, per visite, affari e turismo;
  • superiore ad un anno, in relazione alla frequenza di un corso per studio o per formazione debitamente certificata; il permesso è tuttavia rinnovabile annualmente nel caso di corsi pluriennali;
  • superiore alle necessità specificatamente documentate, negli altri casi consentiti dalla legge.

Il permesso di soggiorno va richiesto presso la questura della provincia nella quale lo straniero intende soggiornare entro 8 giorni lavorativi dal suo ingresso in Italia. È un documento che contiene i dati anagrafici, l’immagine del volto e le impronte digitali del titolare, e viene rilasciato generalmente entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, così come il rinnovo.

Le domande di rilascio e rinnovo di permesso di soggiorno per cittadini extracomunitari rientranti in determinate tipologie, (vedi link seguente: http://www.poste.it/altri-servizi/servizi-cittadino/guida-1.shtml) dovranno essere presentate dall’interessato presso gli Uffici Postali abilitati utilizzando l’apposito kit a banda gialla disponibile presso tutti gli uffici postali, i Patronati e i Comuni abilitati.

Presentazione della domanda

La documentazione necessaria per presentare la domanda per la richiesta di soggiorno è:

  • il modulo di richiesta;
  • il passaporto o un documento di identità equivalente, con relativo visto di ingresso;
  • una copia del documento stesso;
  • 4 foto formato tessera recenti;
  • Una marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Versamento di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico;
  • La documentazione necessaria al tipo di permesso di soggiorno richiesto;
  • Il versamento di un contributo compreso tra 80,00 e 200,00 euro.

*il versamento del contributo NON è richiesto nei casi in cui:

– il permesso di soggiorno è rilasciato o rinnovato per asilo, per richiesta asilo, per protezione umanitaria, per protezione sussidiaria;
– lo straniero o l’apolide sono minori;
– l’ingresso è per ricevere cure mediche; la stessa esenzione si applica anche agli eventuali accompagnatori;
– è richiesto l’aggiornamento o la conversione del permesso di soggiorno in corso di validità.

La Questura può disporre un supplemento d’indagine e richiedere, in determinati casi, una integrazione della documentazione che sia idonea a precisare:

– il motivo per cui è richiesto il permesso di soggiorno;
– i mezzi di sussistenza per il periodo di permanenza in Italia.

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto alla questura competente per provincia di residenza 60 giorni prima della data di scadenza.

Per quanto riguarda la conversione del permesso già in possesso, questa può avvenire mediante la richiesta di nulla osta presso lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura competente per territorio di residenza dello straniero e, successivamente, la richiesta di conversione presso la questura.

Tutti i documenti e le procedure qui descritte sono necessarie ai fini della regolare integrazione di uno straniero in Italia, sia esso comunitario che extracomunitario. Per ulteriori informazioni e chiarimenti si consiglia di consultare il sito della Polizia di Stato nell’apposita sezione “stranieri” o quello del Ministero degli Affari Esteri.

DOVE RICHIEDERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO:

Permessi di soggiorno da richiedere presso l’Ufficio Postale

  1. Lavoro Autonomo;
  2. Lavoro Subordinato;
  3. Lavoro Stagionale;
  4. Attesa occupazione;
  5. Motivi familiari;
  6. Permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  7. Attesa riacquisto cittadinanza;
  8. Missione;
  9. Motivi Religiosi;
  10. Residenza elettiva;
  11. Studio;
  12. Tirocinio/formazione professionale;
  13. Ricerca scientifica.

Permessi di soggiorno da richiedere presso la Questura

  1. Affari;
  2. Cure mediche;
  3. Gara sportiva;
  4. Motivi umanitari;
  5. Lavoro subordinato stagionale pluriennale;
  6. Asilo politico;
  7. Status apolide.

Presso gli Uffici Postali è possibile svolgere inoltre le seguenti operazioni:

  • Rinnovo del permesso di soggiorno rientrante tra quelli la cui istanza di rilascio viene presentata presso gli Uffici Postali (sono inclusi in questo caso i permessi di soggiorno per Asilo politico e per Status Apolide);
  • Aggiornamento del permesso di soggiorno;
  • Conversione del permesso di soggiorno;
  • Duplicato del permesso di soggiorno.

In base a quanto stabilito dalla Direttiva 21/02/2007 del Ministero dell’Interno (http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/13/direttiva_amato_bindi_straniero_soggiorno_minore.pdf), non è più necessario richiedere il permesso di soggiorno per adozione o per affidamento di un minore straniero.

  • Permesso di soggiorno per lavoro autonomo 
  • Permesso di soggiorno per lavoro subordinato 
  • Permesso di soggiorno per lavoro stagionale 
  • Permesso di soggiorno per attesa occupazione

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Certificazione della dichiarazione resa al centro per l’impiego oppure la comunicazione INPS attestante la misura di sostegno al reddito.
  • Permesso di soggiorno per attesa riacquisto cittadinanza

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Fotocopia della documentazione attestante l’avvio del procedimento di concessione o riconoscimento della cittadinanza italiana.
  • Permesso di soggiorno per missione
Secondo quanto stabilito dal Decreto Interministeriale In Materia Di Visti D’ingresso del 12 Luglio 2000

(http://www.esteri.it/mae/normative/normativa_consolare/visti/decreto120700.pdf), hanno diritto a richiedere tale tipologia di permesso gli stranieri titolari di visto per missione, ossia “gli stranieri che rivestano cariche governative o siano dipendenti di pubblica amministrazione, di enti pubblici, o di Organizzazioni internazionali, inviati in Italia nell’espletamento delle loro funzioni, ovvero i privati cittadini che per l’importanza della loro attività e per gli scopi del soggiorno possano ritenersi di pubblica utilità per le relazioni tra lo Stato di appartenenza e l’Italia”.

Per ottenerlo bisogna inviare tutta la documentazione necessaria per presentare richiesta di permesso di soggiorno.

Per il rinnovo, oltre a tutta la documentazione necessaria bisognerà allegare inoltre la dichiarazione della Pubblica Amministrazione/Ente Pubblico o Privato/Organizzazione Internazionale che attesti l’attualità dell’incarico ricoperto.

  • Permesso di soggiorno per motivi religiosi

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Dichiarazione del responsabile della Comunità religiosa in Italia che attesti la natura dell’incarico ricoperto, l’assunzione dell’onere del vitto e alloggio, vistato dalla Curia vescovile o da un’Autorità religiosa equivalente presente in Italia;
  • Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida in Italia. (Per sapere come ottenerla clicca qui).

Tale documentazione sarà necessaria anche per un’eventuale richiesta di rinnovo di tale tipologia di permesso.

  • Permesso di soggiorno per residenza elettiva

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Fotocopia della documentazione attestante idonea disponibilità alloggiativa;
  • Fotocopia della documentazione attestante disponibilità economiche;
  • Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida in Italia. (Per sapere come ottenerla clicca qui).

Nel caso in cui sia valutata come adeguata la disponibilità economica necessaria, il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere richiesto anche:

-Dal coniuge convivente;
-Da figli minori;
-Da figli maggiorenni a carico;
-Da genitori a carico.

  • Permesso di soggiorno per studio 
  • Permesso di soggiorno per tirocinio/formazione professionale

Se l’ingresso in Italia è nell’ambito di un rapporto di tirocinio funzionale, lo straniero deve fare
ingresso in Italia con un visto per studio, e al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento del permesso di soggiorno, dovrà allegare, oltre alla documentazione necessaria, anche il progetto formativo vistato dalla regione, nell’ambito del quale si svolge il tirocinio.

Se l’ingresso in Italia è per la frequenza di un corso di formazione professionale (organizzato
da enti di formazione accreditati ai sensi del Decreto Legislativo 31/3/98 n. 112) finalizzato al
riconoscimento di una qualifica o comunque alla certificazione delle competenze acquisite di
durata non superiore a 24 mesi, lo straniero deve essere in possesso di un visto per studio. In tal caso per la domanda per questa tipologia di permesso di soggiorno bisognerà allegare oltre la documentazione necessaria, anche il documento attestante l’iscrizione al corso di formazione professionale rilasciato dall’Ente accreditato. Quest’ultimo documento dovrà essere allegato anche alla domanda per un’ulteriore rinnovo del permesso di soggiorno.

  • Permesso di soggiorno per ricerca scientifica

Se l’ingresso in Italia è nell’ambito di ricerca scientifica, lo straniero deve fare
ingresso in Italia con un visto per studio, e al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento del permesso di soggiorno, dovrà allegare, oltre alla documentazione necessaria, anche la fotocopia di documentazione attestante l’incarico svolto presso l’Ente di Ricerca.

  • Permesso di soggiorno per affari

Questo tipo di permesso è rilasciato allo straniero che intenda viaggiare per finalità economico – commerciali per un periodo superiore a 3 mesi.

-Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:
-Dichiarazione della società relativa ai rapporti di affari in corso (dichiarazione dell’operatore economico di riferimento o dell’interessato inerente le finalità del viaggio con indicato il periodo di permanenza).

  • Permesso di soggiorno per cure mediche

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

-Dichiarazione della struttura sanitaria italiana prescelta che indichi il tipo di cura, la data di inizio e la durata presunta del trattamento terapeutico;

– Attestazione dell’avvenuto deposito cauzionale in base al costo presumibile delle prestazioni sanitarie richieste.

In caso ci fosse un accompagnatore, è necessario allegare la documentazione attestante la disponibilità in Italia di vitto e alloggio per quest’ultimo, per tutto il periodo di convalescenza dell’interessato.

  • Permesso di soggiorno per gara sportiva

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

Attestazione della società sportiva con la quale si svolgerà l’attività;

Dichiarazione della società attestante l’alloggio e la copertura assicurativa.

  • Permesso di soggiorno per motivi umanitari

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari viene rilasciato in seguito alla richiesta di protezione internazionale alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Per ottenere tale permesso bisogna presentare la seguente documentazione:

-4 foto formato tessera;
-Fotocopia del codice fiscale;
-Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
-Copia della decisione della Commissione territoriale;
-Dichiarazione di ospitalità.

Il permesso di soggiorno per motivi umanitari ha validità di un anno e, per poter essere rinnovato, è necessario avere tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio.

  • Permesso di soggiorno per asilo politico

Il permesso di soggiorno asilo politico viene rilasciato in seguito al riconoscimento dello status di rifugiato dalla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Dichiarazione di ospitalità;
  • Decisione della Commissione territoriale.
  • Permesso di soggiorno per status di apolide

Oltre alla documentazione necessaria per richiedere il permesso di soggiorno, per questa particolare tipologia occorrerà allegare la seguente documentazione:

  • Copia del provvedimento di riconoscimento dello status di apolide. Tale riconoscimento può essere richiesto presso la Prefettura della provincia di residenza presentando domanda con allegata la seguente documentazione:
    • Atto di nascita;
    • Documentazione relativa alla residenza in Italia;
    • Tutti i documenti idonei a dimostrare lo status di apolide;
    • Permesso di soggiorno in corso di validità in Italia;
    • Eventuale altra documentazione nel caso di situazioni specifiche.
  • Duplicato del Permesso di soggiorno

 Per richiedere il duplicato del permesso di soggiorno bisogna presentare la seguente documentazione:

-Istanza compilata e sottoscritta dall’interessato (Modulo 1 del kit a banda gialla);
-Fotocopia di tutto il passaporto o di altro documento equipollente;
-Fotocopia della denuncia di furto o smarrimento presentata presso gli Uffici delle Forze di Polizia.

Leggi

Conversione del permesso di soggiorno

Sei in Italia e hai un permesso di soggiorno valido, ma la tipologia non risponde più alle tue esigenze?

Puoi convertirlo! Scopri come fare, ma RICORDA: puoi convertire il tuo permesso di soggiorno solo in caso ci siano le quote di ingresso previste dal Decreto Flussi.

DOVE PRESENTARE LA DOMANDA?

Presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente per la verifica della disponibilità di quote di ingresso.

ALCUNI CASI NEL DETTAGLIO:

  1. Conversione del permesso di soggiorno per motivi di studio a:
  • Lavoro autonomo: inoltra allo Sportello Unico per L’immigrazione della tua provincia di residenza il Modello Z  adeguatamente compilato e, successivamente, presenta la richiesta di certificazione attestante il possesso dei requisiti per lavoro autonomo[1].

RICORDA! La domanda dovrà essere corredata della documentazione indicata nella stessa modulistica e variabile in base alla tipologia di lavoro autonomo per la quale si richiede la certificazione.

Se hai completato uno dei seguenti corsi di studi in Italia:

  • Laurea triennale (180 crediti formativi universitari o CFU);
  • Laurea specialistica biennale (120 CFU);
  • Laurea magistrale (300 CFU);
  • Diploma di specializzazione (durata minima 2 anni);
  • Dottorato di ricerca universitaria (durata minima 3 anni);
  • Master universitario di I livello, post laurea triennale (durata minima 1 anno);
  • Master universitario di II livello, post laurea specialistica o magistrale (durata minima 1 anno);
  • Attestato o diploma di perfezionamento, post laurea specialistica o magistrale (durata 1 anno),

potrai ottenere la conversione del tuo permesso per studio in un permesso per lavoro autonomo al di fuori delle quote flussi presentando, oltre alla documentazione sopraindicata, una copia del diploma o attestato che certifichi il conseguimento del titolo di studio o il completamento del tirocinio.

  • Lavoro subordinato: se lavori per una quantità di ore superiori a quelle consentite dal tuo permesso di soggiorno puoi richiederne la conversione in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, compilando il modello V2  per la domanda di verifica della sussistenza di quote per lavoro subordinato, sul sito dedicato del Ministero dell’Interno (https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp) e presentando la seguente documentazione:
  • Copia di un documento di identità in corso di validità;
  • Copia del permesso di soggiorno del quale si richiede la conversione;

________________________

[1]Art. 6, comma 1 del Testo Unico Immigrazione.

  • Copia del documento di identità del datore di lavoro;
  • Copia del contratto di assunzione, firmato dal solo datore di lavoro e la proposta di contratto di soggiorno per lavoro subordinato (tipologia di contratto, orario di lavoro, località di impiego, ecc.);
  • Certificato di idoneità alloggiativa e copia del contratto d’affitto;
  • Marca da bollo del valore di 16,00 euro;
  • Copia della dichiarazione del reddito dell’azienda.

In entrambi i casi, lo Sportello Unico per l’Immigrazione verifica la sussistenza dei requisiti e in caso di esito positivo consegna, sia al datore di lavoro che all’interessato, una copia del contratto di soggiorno firmato da entrambi le parti e timbrato dall’autorità e il modulo già compilato per la richiesta del permesso di soggiorno da inviare alla Questura tramite il kit delle poste. La Questura, infine, dopo tutti gli accertamenti necessari, rilascia il permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo a seconda del caso.

  1. Conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale a lavoro subordinato:

Presenta la tua domanda di conversione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione compilando il modello VB sul sito dedicato del Ministero dell’Interno, allegando la seguente documentazione:

  • Due marche da bollo del valore di 16,00 euro cadauna (da apporre sulla domanda e sul nulla osta);
  • Copia del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in corso di validità;
  • Copia del contratto di lavoro subordinato non stagionale;
  • Copia del documento di identità del datore di lavoro;
  • Copia del passaporto del richiedente in corso di validità;
  • Comunicazione obbligatoria di assunzione relativa al primo ingresso (modello Unilav di assunzione).

Successivamente, lo Sportello Unico per l’Immigrazione fisserà un appuntamento per la firma del contratto di soggiorno e rilascerà il modulo per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato da inviare alla Questura tramite il kit delle poste.

La Questura poi rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro subordinato dopo aver completato la procedura necessaria per il rilascio.

Tutta la procedura viene completata direttamente in Italia, senza il bisogno che tu rientri in Patria per fare il visto per motivi di lavoro subordinato.[1] http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Documents/conversione%20del%20permesso%20di%20soggiorno%20stagionale%20per%20lavoro%20subordinato.pdf).

  1. Conversione del permesso di soggiorno di altro tipo in permesso di soggiorno per motivi familiari:

Chi può richiederla?

________________________

[1] Circolare del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali n. 35 del 5 novembre 2013. Per vederla clicca qui.

  • Lo straniero, regolarmente soggiornante in Italia da almeno un anno, che abbia contratto matrimonio in Italia con cittadino italiano o con cittadino di un altro Stato membro dell’Unione Europea o con cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia;
  • Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento familiare con straniero regolarmente soggiornante in Italia;
  • Il familiare straniero regolarmente soggiornante in Italia, che sia in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino italiano o di uno stato membro dell’Unione Europea residente in Italia o con straniero regolarmente soggiornante.

Quali documenti devo presentare?

  • Istanza compilata e firmata dall’interessato (Modulo 1 del kit delle poste);
  • Fotocopia di tutto il passaporto o di un documento equipollente;
  • Documentazione anagrafica comprovante il legame familiare;
  • Fotocopia della dichiarazione dei redditi del familiare straniero con il quale si chiede la coesione;
  • Certificato di idoneità alloggiativa ai sensi dell’art. 29, comma 3, lett. a), Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. rapportato alla composizione del nucleo familiare.

Quali sono i parametri di reddito da dimostrare[1]?

  • per 1 familiare: l’importo annuo dell’assegno sociale;
  • per 2 o 3 familiari: il doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;
  • 4 o più: il triplo dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Il reddito può essere provato con la copia della dichiarazione dei redditi, oppure nei casi in cui l’ordinamento non disponga l’obbligo della dichiarazione dei redditi, con altra documentazione. Per la determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente.

RICORDA!

  1. Si può richiedere la conversione entro un anno dalla data di scadenza del permesso di soggiorno originariamente posseduto dal familiare, cioè entro un anno di validità del permesso di soggiorno[2];
  2. Se la documentazione anagrafica proviene dall’estero deve essere tradotta e legalizzata secondo la corretta procedura.
  3. Se la documentazione anagrafica è registrata nei registri di stato civile italiani la compilazione del Modulo 1 equivale ad autocertificazione;
  4. Se sei in possesso di permesso di soggiorno per cure mediche e vuoi convertirlo in un permesso di soggiorno per motivi di famiglia dovrai presentare domanda presso la Questura;
  5. Se presenti domanda per la conversione del permesso di soggiorno (qualunque sia la tipologia) NON devi pagare il contributo previsto per il rilascio.
  1. Conversione tacita:

Il permesso di soggiorno rilasciato per motivi di lavoro subordinato, di lavoro autonomo e per motivi di famiglia può essere utilizzato per le altre attività consentite anche senza una formale conversione[3].

________________________

[1] Art. 29, comma 3, lett. b), del decreto legislativo n. 286/98 e succ. mod.

[2]  Art. 30 del Testo Unico sull’Immigrazione

[3] Art. 6 del Testo Unico sull’Immigrazione

Partendo da ciò, l’art. 14, comma 1 del Regolamento Attuativo (Dpr 394/1999) del Testo Unico sull’Immigrazione, disciplina alcuni casi particolari in cui si può parlare di “conversione tacita”.

In questi casi la conversione avviene al momento del rinnovo del permesso di soggiorno attraverso la modifica della motivazione per il quale quest’ultimo viene richiesto e, dunque, non c’è bisogno di recarsi in Questura per effettuare la specifica richiesta.

Quali sono le ipotesi previste dall’art. 14?

  1. a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l’esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l’esercizio dell’attività lavorativa in forma autonoma, nonché l’esercizio di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative;
  2. b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l’esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validità dello stesso, previo inserimento nell’elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro è in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro;
  3. c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore, consente l’esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b);
  1. d) il permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo e per motivi di famiglia può essere convertito in permesso di soggiorno per residenza elettiva.

Leggi

Convocazione dell’Assemblea dell’Associazione

I Signori Soci dell’Associazione Welcome Association Italy – W.A.I. sono convocati in Assemblea che si terrà presso la sede sociale di Viale dell’Università n.25 – 00185 Roma, alle ore 02:00, il giorno 26/07/2016 per discutere sul seguente ordine del giorno:
1) quota associativa e durata iscrizione all’associazione;
2) servizi compresi nella quota associativa;

Nel caso in cui l’assemblea non risultasse in numero legale in prima convocazione, fin d’ora viene fissata la seconda convocazione per il giorno 27/07/2016 nel medesimo luogo alle ore 15:30.

Il Vicepresidente
Michele Tita

Roma, 14/07/2016

Scarica il pdf della convocazione

Leggi

Il nuovo permesso di soggiorno elettronico

Se sei un cittadino extracomunitario e stai progettando di venire in Italia per un periodo superiore a 90 giorni, allora ci sono alcune cose che devi sapere.

Il permesso di soggiorno elettronico

Per poter soggiornare in Italia per un periodo tanto lungo, devi obbligatoriamente richiedere il Permesso di soggiorno. In base al motivo del tuo soggiorno in Italia, variano i documenti che dovrai consegnare.

Fino a poco tempo fa, il permesso di soggiorno era in formato cartaceo e solo in alcune questure italiane era stato introdotto il nuovo permesso di soggiorno in formato elettronico in via sperimentale.

A partire dal 10 Novembre 2015 tutte le questure italiane devono obbligatoriamente rilasciare il permesso di soggiorno elettronico, conforme al Regolamento CE n. 1030/2002, così come modificato dal Regolamento CE n. 380/2008.

Cosa cambia[1]?

Il nuovo permesso di soggiorno elettronico avrà le sembianze di una carta di credito e sarà dotato di un microprocessore a radiofrequenza non visibile esternamente, che memorizzerà i dati anagrafici e biometrici (una fotografia del volto e le impronte digitali) del titolare del documento. Tale sistema garantirà maggiori standard di sicurezza e consentirà una più facile verifica dei dati da parte delle autorità su tutto il territorio dell’Unione Europea. L’immagine del volto sarà in bianco e nero e realizzata con la tecnologia Laser engraving che ne renderà meno possibile la contraffazione.

I minori

Per quanto riguarda i bambini a partire da 6 anni, mentre finora bastava fossero iscritti nel documento dei genitori grazie all’ “allegato minore” che li accompagnava fino ai 14 anni (al compimento dei quali avrebbero dovuto richiedere un loro permesso di soggiorno fino ai 18 anni), adesso dovranno avere anche loro un proprio documento individuale (si tratta di una tessera complementare che costituisce un allegato dell’autorizzazione del famigliare e non costituisce, singolarmente, un titolo valido per il soggiorno in Italia e per l’attraversamento delle frontiere) che li autorizzi a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 90 giorni. All’età di sei anni, dunque, i bambini dovranno essere accompagnati in questura dai genitori per la rilevazione delle impronte digitali.

Cosa accade se ho già il permesso di soggiorno in formato cartaceo?

Nessun problema:

tutti coloro che faranno richiesta di permesso di soggiorno dopo il 10 Novembre 2015 avranno dunque il nuovo permesso di soggiorno elettronico. Per coloro i quali, invece, possiedono il permesso precedente, quest’ultimo verrà automaticamente sostituito in fase di rinnovo.


[1] Decreto 23 luglio 2013 del Ministero dell’Interno (Clicca qui.)

Leggi

Italia: una panoramica

Sconfinati spazi verdi, sole, cordialità, buon cibo e buon vino. Generalmente è questo che immagina uno straniero che si appresta a visitare l’Italia o che si trova semplicemente a pensare a essa. Pensieri leciti, dettati da un’immagine forte che viene costantemente pubblicizzata al meglio, difficile da mettere in dubbio o da sminuire. Non a caso denominata da secoli Il Bel Paese, l’Italia gode, infatti, di fama mondiale per essere una delle nazioni europee più calde e accoglienti. E, grazie al suo importantissimo patrimonio storico e artistico, è meta ponderata e gradita di migliaia di turisti, nonostante i suoi difetti, piccoli o grandi che siano.

Oltre alla parte culturale, è però necessario addentrarsi un po’ più a fondo in questa ambita nazione, per far sì che tutti coloro che decidono di recarvisi, per i più svariati motivi, possano scegliere la parte dell’Italia che più gli piace o gli si addice, conoscendo dunque non solo la sua struttura geografica, ma anche quella politico/economica, in modo tale da non trovarsi spaesati o impreparati una volta arrivati.

Innanzitutto occorre sapere che l’Italia è una penisola, situata nella parte meridionale del continente Europeo. Delimitata dall’arco alpino, confina a nord (partendo da ovest e procedendo verso est) con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia ed è percorsa lungo tutto il suo territorio, da nord a sud, dalla catena montuosa degli Appennini. Il resto del territorio è bagnato dai mari Ligure, Tirreno, Ionio, Adriatico e Mediterraneo, anticamente denominato Mare Nostrum e da sempre centro nevralgico e importante sbocco di navigazione per la penisola. È proprio la sua posizione geografica che favorisce il clima denominato Mediterraneo. L’Italia è, infatti, posizionata nella zona temperata dell’emisfero boreale, e grazie ai mari da cui è bagnata gode di un clima mite e temperato e può essere suddivisa in tre fasce climatiche: temperato, temperato freddo e freddo, ovvero partendo da sud con un clima subtropicale salendo gradualmente verso nord fino ad arrivare al clima glaciale delle vette più alte delle Alpi.

Unificata nel 1861, L’Italia è, oggi, suddivisa in 20 regioni amministrative di cui 15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale, che godono cioè di particolari forme e condizioni di autonomia (Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Valle D’Aosta). Ogni regione è divisa a sua volta in province. La capitale dello Stato italiano è Roma. Sono presenti inoltre sul territorio due stati enclave, ossia lo Stato del Vaticano e la Repubblica di San Marino.

Importante è sapere, inoltre, che l’Italia è una Repubblica Parlamentare, fondata su un sistema democratico e regolata dalla Costituzione italiana approvata dall’Assemblea costituente nel 1947. Le istituzioni di maggiore importanza sono: Il Presidente della Repubblica (carica attualmente ricoperta da Sergio Mattarella), che viene eletto dal parlamento ed è il capo dello Stato; Il Governo, costituito dal Presidente del Consiglio (carica attualmente ricoperta da Matteo Renzi), i Ministri e il Consiglio dei ministri, che esercita il potere esecutivo; la Magistratura, organo indipendente, che esercita il potere giudiziario e il Parlamento bicamerale, composto dalla camera dei deputati e dal Senato, che esercita il potere legislativo.

La lingua ufficiale dello Stato italiano è l’italiano, ma sono riconosciute come ufficiali a livello locale le seguenti lingue: francese in Valle D’Aosta, sloveno nelle province di Trieste, Gorizia e Udine, tedesco in provincia di Bolzano. L’Italia è membro dell’unione europea dal 1958 e parte dello spazio Schengen dal 1997. La moneta utilizzata è l’euro, in vigore dal 2002.

In Italia non c’è una religione ufficiale in quanto vige il principio di laicità dello Stato e sono presenti sul territorio persone di differenti religioni, la maggioranza delle quali si professa cristiano cattolico.

Questa, dunque, una panoramica generale sull’Italia e la sua situazione socio-politica, contenente nozioni utili da sapere per tutti coloro che voglio studiare qui, semplicemente visitarla o, perché no, trasferirvisi. Sono informazioni che possono sembrare scontate o banali, ma che costituiscono la base per una conoscenza approfondita del Bel Paese, utili per decidere dove andare, in quale periodo e, magari, anche per quale ragione andarci.

Leggi

Diritti e doveri dello straniero

Tutti i cittadini stranieri che intendono recarsi in Italia godono, come disciplinato dall’art. 2 del Testo Unico sull’Immigrazione, degli stessi diritti fondamentali dei cittadini italiani e, proprio come questi ultimi, devono adempiere ai propri doveri. A chiunque, purché sia in possesso dei requisiti previsti dalla legge, è consentito vivere in Italia e/o diventare cittadino italiano a tutti gli effetti, ma, per farlo, bisogna conoscere tali diritti e i doveri da rispettare.

A questo proposito, il 23 Aprile del 2007 è stata presentata, dall’allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato, la Carta dei valori della Cittadinanza e dell’Integrazione, al fine di raccogliere in un unico testo tutti i valori e i principi validi per coloro che vogliono soggiornare regolarmente in Italia.

L’Italia, dunque, accoglie tutti e offre asilo e protezione a coloro i quali sono vittima di persecuzione o impediti nell’esercizio delle libertà fondamentali nel proprio Paese e si impegna perché ogni persona che soggiorna sul suo territorio possa fruire dei diritti fondamentali, qualunque sia la sua comunità, religione, cultura o etnia di appartenenza, nel rispetto dei valori su cui si fonda la società e dei diritti degli altri. Inoltre, la legge italiana offre il suo sostegno a chi è vittima di razzismo e discriminazioni.

Innanzitutto, l’uomo e la donna hanno pari dignità e fruiscono degli stessi diritti dentro e fuori la famiglia. Come si può leggere nella Carta dei valori, tutti gli immigrati godono dei diritti di libertà e dei diritti sociali previsti dall’ordinamento italiano. È garantito, dunque, il diritto alla vita, all’istruzione e alla salute con particolari attenzioni alla maternità e all’infanzia.

Lo straniero può diventare Per leggere il testo integrale della CARTA DEI VALORI clicca QUI.

Per leggere il testo integrale della COSTITUZIONE ITALIANA clicca QUI.

Leggi

Come ottenere la cittadinanza italiana

In Italia, la competenza a emanare i decreti di concessione della cittadinanza spetta[1]:

  • Al Prefetto per le domande presentate dallo straniero residente legalmente in Italia;
  • Al Ministro dell’Interno nel caso in cui sussistano ragioni riguardanti la sicurezza della Repubblica;
  • al Capo del dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, qualora il coniuge straniero abbia la residenza all’estero.

Puoi acquisire il diritto di cittadinanza in diversi modi[2]:

  • Per nascita (IUS SANGUINIS);
  • Per adozione: minorenne che venga adottato da cittadini italiani;
  • Per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI);
  • Per acquisto volontario:.
  • in base ad una dichiarazione;
  • a seguito di matrimonio[3];
  • per naturalizzazione[4].
  • Acquisizione della cittadinanza per nascita (IUS SANGUINIS):

Avviene nel caso in cui almeno uno dei genitori biologici ha la cittadinanza italiana.

  •  Acquisizione della cittadinanza per adozione:

Se sei stato adottato da genitori italiani e la tua adozione è stata effettuata in Italia, allora acquisti la cittadinanza italiana tramite provvedimento dell’Autorità Giudiziaria italiana. Se, invece, la tua adozione è stata effettuata all’estero, allora il provvedimento dovrà essere emanato dall’Autorità straniera e reso valido in Italia con ordine di trascrizione nei registri dello Stato civile emanato dal Tribunale dei minorenni.

Se sei maggiorenne, puoi acquisire la cittadinanza italiana per naturalizzazione, una volta trascorsi 5 anni di residenza legale in Italia dal momento della tua adozione.

  • Acquisizione della cittadinanza per nascita sul territorio italiano (IUS SOLI):

 In Italia trova applicazione in circostanze eccezionali: se i genitori sono ignoti o apolidi, oppure se i genitori non trasmettono la propria cittadinanza al figlio secondo le disposizioni della legge dello Stato di appartenenza o se il minore è stato rinvenuto in una condizione di abbandono sul territorio italiano.

  • Acquisizione volontaria della cittadinanza:
  • In base a una dichiarazione:

Se sei nato in Italia e hai vissuto legalmente e senza interruzioni sul territorio italiano, allora puoi richiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età[5]. Ti sarà sufficiente presentare una dichiarazione di volontà, che deve essere resa presso l’ufficiale di Stato Civile entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Dopo la verifica dei requisiti da parte dell’Ufficio di Stato civile, dovrai prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana[6].

Se discendi da un cittadino italiano per nascita, o svolgi il servizio militare nelle Forze armate o assumi un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, oppure se risiedi in Italia nei due anni precedenti la maggiore età.

  • In seguito a matrimonio con un cittadino italiano:

Se hai sposato un cittadino italiano e sono passati due anni (tre se residenti all’estero) dal tuo matrimonio, durante i quali sei stato residente in Italia, puoi fare richiesta per l’ottenimento della cittadinanza italiana. In caso tu e il tuo coniuge abbiate uno o più figli, i termini per presentare la domanda sono dimezzati.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori[7]:

  • Regolarità della residenza legale (iscrizione anagrafica o titolo di soggiorno) da almeno due anni nel territorio della Repubblica dopo il matrimonio o altri termini previsti dalla legge;
  • Certificato di nascita del Paese di origine completo di tutte le generalità;
  • Certificato penale del tuo Paese e, nel caso in cui tu abbia vissuto in un altro Paese (oltre a quello di origine e all’Italia) dopo aver compiuto 14 anni, dovrai presentare anche quello del Paese terzo;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.
  • Copia del documento di riconoscimento autenticata dalla Rappresentanza diplomatico/consolare dello Stato che lo ha rilasciato.

Una volta inoltrata la domanda telematica, verrai convocato presso la Rappresentanza diplomatica che ha ricevuto la richiesta per l’identificazione e il completamento della domanda, alla quale bisognerà consegnare copia cartacea dei documenti precedentemente inseriti online più i seguenti documenti:

  • Estratto dell’atto di matrimonio;
  • Certificato di stato di famiglia;
  • Certificato di cittadinanza italiana del coniuge.

Questi ultimi documenti sono sostituiti, in caso il richiedente sia cittadino comunitario, da autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 e da ultimo dalla legge 183/2011.

Tutti i documenti prodotti nel Paese di origine devono essere tradotti in italiano e legalizzati secondo la procedura per poter essere validi legalmente in Italia.

La cittadinanza per matrimonio è riconosciuta dal Prefetto della provincia di residenza del richiedente.

In base all’art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 572/93 (Regolamento di esecuzione) il Ministero dell’Interno può richiedere, a seconda dei casi, altri documenti.

NB: Al momento dell’adozione del decreto di concessione, non ci deve essere stato lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non deve  sussistere  la separazione personale dei coniugi, il  rapporto coniugale non deve essere meramente strumentale ma  certo, effettivo e duraturo.

  • Naturalizzazione:

Se risiedi sul territorio italiano da almeno dieci anni puoi richiedere la cittadinanza italiana[8]. Ci sono comunque alcune eccezioni. Puoi richiedere la cittadinanza se risiedi in Italia da:

  • 3 anni se sei nato e risiedi in Italia o se tuo padre, tua madre o uno dei tuoi ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati italiani per nascita;
  • 4 anni se sei cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea;
  • 5 anni se sei apolide o rifugiato politico oppure se vieni adottato e sei maggiorenne.
  • non è richiesto alcun periodo di residenza per gli stranieri che hanno prestato servizio allo Stato per un periodo di almeno cinque anni, anche all’estero.

Come effettuare la domanda di cittadinanza

Collegati al sito https://cittadinanza.dlci.interno.it, e registrati al portale per ottenere le credenziali di accesso. Dopo aver effettuato il login dovrai compilare tutti i campi previsti dal modulo e inserire i seguenti documenti obbligatori:

  • Documento di riconoscimento in corso di validità;
  • Certificato penale del Paese di origine (ed eventualmente di Paesi terzi di residenza) completo di traduzione legalizzata;
  • Certificato di nascita e relativa traduzione legalizzata nel caso fosse scritto in una lingua differente dall’italiano;
  • Permesso di soggiorno o attestazione di soggiorno;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro per il contributo;
  • Estremi di una marca da bollo telematica del valore di 16,00 euro;
  • Autocertificazione di possesso di un reddito sufficiente all’auto sostentamento, secondo il parametro fissato per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che dovrà essere minimo:
    • 263,31 euro annui per richiedenti senza persone a carico;
    • 362,05 euro annui per i richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico;
  • Se sei straniero apolide o rifugiato politico dovrai allegare il certificato di riconoscimento di tale stato. Bisognerà inoltre portare in visione l’originale.

RICORDA!

  • Per completare la procedura e ottenere la cittadinanza italiana entro sei mesi dalla notifica dovrai prestare giuramento alla Repubblica Italiana presso il Comune in cui risiedi[9].

NB: L’atto di concessione della cittadinanza italiana per naturalizzazione a seguito di residenza è di natura discrezionale per cui, oltre ai requisiti prescritti dalla legge, si devono valutare tutti quegli elementi che di fatto motivano l’opportunità della concessione. L’accertamento è rivolto all’esistenza di un interesse pubblico generale alla concessione.

Cosa devo fare se sono trascorsi più di 730 giorni?

Se, trascorso tale periodo, la pratica non risultasse conclusa, puoi inviare dei solleciti alla Pubblica Amministrazione entro l’anno da quando sono decorsi i due anni senza ottenere risposta[11].

Se la hai presentato domanda per matrimonio, questa non può essere rigettata oltre i 730 giorni[12]. Diventi quindi titolare di un diritto soggettivo, per far valere il quale puoi ricorrere al giudice ordinario. Quest’ultimo, dopo aver effettuato la verifica dei requisiti, ti riconosce la cittadinanza nel caso in cui il Ministero non abbia adottato il decreto di riconoscimento o di rifiuto della cittadinanza entro i termini stabiliti.

Se, invece, hai presentato domanda per residenza, l’eventuale ritardo della procedura non significa il rifiuto o l’accoglienza della stessa. In questo caso, puoi presentare istanza al Tribunale amministrativo regionale (TAR) il quale, in caso di una tua vittoria della causa, può obbligare il Ministero dell’Interno a concludere la pratica.

CASI PARTICOLARI

  • Concessione della cittadinanza per meriti speciali

Il Presidente della Repubblica può concederti la cittadinanza italiana emanando un decreto[13], dopo aver sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministero dell’interno, nel caso in cui tu abbia reso eminenti servizi all’Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Tale procedura non può essere avviata da te direttamente, ma, dopo una tua dichiarazione di assenso all’acquisto della cittadinanza, c’è bisogno di una proposta presentata da enti, personalità pubbliche o altri che comprovino una diffusa valutazione circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge in capo all’eventuale destinatario.

Anche in questo caso il decreto presidenziale di concessione della cittadinanza italiana non ha efficacia se non presti il giuramento di fedeltà alla Repubblica previsto dall’art. 10 della legge.

  • Concessione della cittadinanza in base a leggi speciali

 La Legge 14 dicembre 2000, n. 379[14] riconosce la cittadinanza italiana ai nati e già residenti nei territori dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti che abbiano i seguenti requisiti:

  • nascita e residenza dell’avo nei territori già appartenenti all’Impero austro-ungarico e acquisiti dall’Italia alla fine della prima guerra mondiale in attuazione del Trattato di San Germano;
  • emigrazione all’estero dell’avo nel periodo compreso tra il 25 dicembre 1867 e il 16 luglio 1920.
  • La Legge 8 marzo 2006, n. 124[15] riconosce la cittadinanza italiana a coloro i quali erano residenti in Istria, Fiume e Dalmazia (e ai loro discendenti) nel periodo fra il 1940 e il 1947 avendo perso la cittadinanza italiana a causa della cessione dei suddetti territori alla Repubblica Jugoslava in seguito ai Trattati di Parigi del 10 Febbraio 1947 e a coloro i quali erano residenti fino al 1977 nella zona B dell’ex Territorio Libero di Trieste (e ai loro discendenti) che hanno perso la cittadinanza italiana a causa della cessione del suddetto territorio alla Repubblica Jugoslava in seguito al Trattato di Osimo del 10 Novembre 1975.

Per ottenere la cittadinanza in base a una delle leggi sopracitate, al momento della domanda dovrai presentare la seguente documentazione:

  1. Atto di nascita;
  2. Certificato attestante il possesso di cittadinanza straniera;
  3. Certificato di attuale residenza;
  4. Certificazione dalla quale risulti che l’interessato alla data di entrata in vigore del Trattato di interesse era cittadino italiano (oppure documentazione equipollente quale foglio matricolare, passaporto, ecc.);
  5. Attestazione rilasciata da eventuali Circoli, Associazioni o Comunità di italiani presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la data di iscrizione, la lingua usuale dell’interessato ed ogni altro utile elemento comprovante la conoscenza della lingua italiana;
  6. Ogni altra documentazione utile a comprovare la conoscenza del richiedente della lingua e della cultura italiana;
  7. Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  8. Solo in caso si richieda la cittadinanza in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379, allegare la certificazione o documentazione idonea a dimostrare la residenza alla data del 10.6.1940 nei territori ceduti.

I figli o discendenti in linea retta dei beneficiari di tali norme, al momento della presentazione della domanda per la cittadinanza italiana dovranno allegare i seguenti documenti:

  • Certificazione o documentazione dalla quale risulti il possesso, da parte del proprio genitore o dell’ascendente in linea retta, dei requisiti di cui ai sopracitati punti 4-5-6 (e 7 in caso di richiesta in base alla legge 14 dicembre 2000, n. 379);
  • Certificato di nascita attestante il rapporto di discendenza diretta tra il richiedente e il genitore o ascendente;
  • Certificato attestante il possesso della cittadinanza straniera;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro;
  • Attestazione rilasciata da eventuali Associazioni o Comunità di italiani, presenti sul territorio estero di residenza, dalla quale risulti la conoscenza della lingua e cultura italiane in capo ai richiedenti;
  • Ogni altra utile documentazione idonea a comprovare la conoscenza della lingua e cultura italiane.

PERDITA E RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA SI PUO’ PERDERE.

COME?

Ci sono due modi:

  1. Automaticamente:
  • Se il cittadino che si arruoli volontariamente nell’esercito di uno Stato straniero o che accetti una carica o un incarico pubblico presso uno Stato straniero o un ente straniero cui l’Italia non partecipa e non ottemperi, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare[16];
  • In caso di guerra contro uno Stato straniero il cittadino italiano presti servizio militare o svolga un incarico pubblico presso lo stato avversario[17];
  • In caso al cittadino italiano adottato venga revocata l’adozione per un fatto a lui imputabile[18].
  1. Presentando richiesta formale:

Può essere presentata da:

  • Cittadino adottato maggiorenne, in caso di revoca dell’adozione per un fatto imputabile ai genitori adottivi[19];
  • Cittadino italiano che decide di stabilire la propria residenza all’estero e possiede, acquista o riacquista un’altra cittadinanza[20];
  • Cittadino italiano maggiorenne che abbia acquisito la cittadinanza da minorenne a seguito di acquisto o riacquisto della cittadinanza da parte di uno dei genitori[21].

Cosa serve:

  • Certificato di cittadinanza italiana;
  • Documentazione relativa al possesso di cittadinanza straniera;
  • Se richiesta, documentazione relativa alla residenza all’estero;
  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Ricevuta del versamento di 200,00 euro.

Se entrambi i genitori perdono la cittadinanza italiana o acquistano una cittadinanza straniera il figlio minorenne NON perde la propria cittadinanza italiana.

ATTENZIONE: LA CITTADINANZA ITALIANA, SE PERSA, PUO’ ESSERE RIACQUISTATA[22]

COME?

Presentando una dichiarazione presso l’Ufficio consolare competente, alla quale bisognerà allegare i seguenti documenti:

  • Atto di nascita rilasciato dal Comune presso il quale è stato iscritto o trascritto;
  • Documentazione che attesti il trascorso possesso della cittadinanza italiana;
  • Documentazione che attesti il possesso della cittadinanza straniera o lo stato di apolidia;
  • Certificato di situazione familiare.

IMPORTANTE: La legge italiana prevede la possibilità di avere doppia cittadinanza. Non è così per tutti gli Stati. Prima di richiedere la cittadinanza italiana è bene informarsi se l’ottenimento della quale comporti la perdita della cittadinanza di origine.


NOTE

[1] Direttiva del Ministro dell’Interno del 7 marzo 2012

[2] Legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[3] Art 5 l. 91/92

[4] Art 9 l.91/92

[5] Art. 4 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[6] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[7] Circolare del Ministero dell’Interno del 6 agosto 2009

[8] Art. 9 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[9] Art. 10 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[10] Art. 3 del D.P.R. n.362/1994

[11] Legge 241/90 sulle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi

[12] Art. 8, comma 2 della legge n. 91/92 sulla cittadinanza

[13] Art. 9, comma 2 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91

[14] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2000;379

[15] http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2006;124

[16] art. 12, comma 1 legge n. 91/92

[17] art. 12, comma 2 legge n. 91/92

[18] art. 3, comma 3 legge n. 91/92

[19] art. 3, comma 4 legge n. 91/92

[20] art. 11 legge n. 91/92

[21] art. 14 legge n. 91/92

[22] Art. 13 della legge 91/92

Leggi

Come rendere legalmente valido un documento straniero in Italia

Hai un documento scritto in una lingua diversa dall’italiano e vuoi renderlo legalmente valido in Italia?

Ecco come fare:

LEGALIZZAZIONE: è l’apposizione di un timbro sul documento originale che attesta sia la qualifica del pubblico ufficiale che ha firmato l’atto, sia l’autenticità della sua firma. Per ottenere questo timbro, dovrai recarti presso la Rappresentanza Diplomatica o Consolare Italiana presente sul territorio straniero in cui è stato redatto l’atto da legalizzare. Se l’atto è rilasciato da un’autorità estera in Italia, deve essere legalizzato dal Prefetto nella cui circoscrizione si trova l’autorità stessa (fanno eccezione la Valle D’Aosta, in cui è competente il Presidente della Regione, e le province di Trento e Bolzano, per cui è competente il Commissario di Governo).

TRADUZIONE: nel caso in cui il documento non sia redatto su modello plurilingue previsto da Convenzioni Internazionali, deve essere tradotto in italiano. Gli atti e i documenti formati dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero non devono essere legalizzati.

APOSTILLE : Nei Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione de L’Aia del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille). Pertanto, una persona proveniente da un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso la Rappresentanza consolare e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso la competente autorità interna designata da ciascuno Stato – e indicata per ciascun Paese nell’atto di adesione alla Convenzione stessa (normalmente si tratta del Ministero degli Esteri) – per ottenere l’apposizione dell’apostille sul documento. Così perfezionato, il documento viene riconosciuto in Italia.

Consulta l’elenco aggiornato dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L’Aja e delle autorità competenti all’apposizione dell’apostille per ciascuno degli Stati sul sito web della Conferenza de L’Aja di diritto internazionale privato.

ASSEVERAZIONE: è un atto pubblico attraverso il quale viene certificata la corrispondenza dei contenuti della traduzione rispetto al documento originale. Conosciuto anche come “traduzione giurata”, consiste appunto nel giuramento della traduzione presso il tribunale, il quale attesta che la traduzione si attiene fedelmente al documento originale per tutta la sua lunghezza. Il documento tradotto da asseverare deve essere completo di una marca da bollo del valore di 16,00 euro se la traduzione è di massimo 100 righe, verbale di giuramento incluso. Alla riga 101, e successivamente ogni 100 righe, va applicata un’altra marca da 16,00 euro. Le marche verranno annullate in sede di giuramento dal funzionario del tribunale.
Attraverso l’asseverazione, colui che provvede a prestare giuramento si fa carico di tutte le responsabilità derivanti dalla veridicità della propria dichiarazione. Il suddetto funzionario provvede infine a timbrare il documento, che risulta dunque asseverato ed è così valido in territorio italiano.

Leggi

Permesso di soggiorno per motivi di studio

Sei un cittadino extracomunitario e vuoi studiare in Italia?

Se intendi restare in Italia per più di tre mesi, allora avrai bisogno del permesso di soggiorno per motivi di studio.

• Ecco come ottenerlo:

1. Devi presentare richiesta entro 8 giorno dal tuo arrivo in Italia presso le Poste Italiane che abbiano lo Sportello Amico, compilando il kit a banda gialla che ti verrà fornito.

2. Al modulo 1 compilato e firmato, dovrai allegare i seguenti documenti:

– Fotocopia di tutto il passaporto;
– Fotocopia della certificazione attestante il corso di studi che seguirai in Italia, debitamente visionata dalla Rappresentanza Diplomatica/Consolare Italiana all’atto del rilascio del visto d’ingresso;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– 4 foto formato tessera;
– Marca da bollo del valore di 16,00 Euro;
– Ricevuta del contributo pari a :
o 80,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiori o pari a un anno;
o 100,00 Euro per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;
– 27,50 Euro per il rilascio del permesso di soggiorno in formato elettronico,
– 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

Il permesso di soggiorno ti verrà rilasciato entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.

• Ricorda:

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio NON può essere per la frequenza di un corso di studi diverso da quello per il quale è stato concesso il visto d’ingresso ad eccezione del passaggio ad altra facoltà concesso dall’Autorità accademica e dell’accesso ad un corso di tipo universitario intrapreso al termine della frequenza in Italia o ad un corso di livello superiore;

– Il permesso di soggiorno per motivi di studio autorizza lo svolgimento di attività lavorativa part-time per un massimo di 20 ore settimanali e un limite annuale di 1.040 ore . In caso si superino tali limiti, può essere convertito in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Il tuo permesso di soggiorno per motivi di studio è scaduto o sta per scadere?

• Ecco come rinnovarlo:

1. Devi presentare richiesta di rinnovo presso le Poste Italiane.
IMPORTANTE: devi essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per il primo rilascio;

2. Dovrai allegare, inoltre, i seguenti documenti:

– Fotocopia dell’attestazione del possesso di adeguate risorse finanziarie per il proprio sostentamento durante il soggiorno in Italia. Se sei uno studente lavoratore, potrai dichiarare e dimostrare il tuo reddito compilando il modulo 2 presente nel kit;
– Fotocopia dell’assicurazione sanitaria valida nel territorio nazionale per il periodo di durata del tuo soggiorno;
– Fotocopia del permesso di soggiorno in scadenza;
– Fotocopia della certificazione attestante il superamento di almeno un esame di profitto se stai rinnovando il tuo permesso di soggiorno per la prima volta. Per i successivi rinnovi sarà necessaria una certificazione che attesti il superamento di almeno due esami, salvo cause di forza maggiore,
– Versamento di 30,00 Euro per le spese di spedizione postale.

In attesa del tuo permesso di soggiorno, potrai esibire la ricevuta della raccomandata che attesta che hai fatto domanda di rinnovo, insieme al permesso di soggiorno scaduto .

• Ricorda:

Il permesso di soggiorno per motivi di studio:

– Può essere rinnovato SOLO SE il visto di ingresso è stato rilasciato per la frequenza di un corso pluriennale e, in ogni caso, NON può essere rinnovato per un periodo superiore alla durata del corso di studi e per un periodo superiore a tre anni oltre la durata del corso di studi pluriennale;

– Viene rinnovato agli studenti che durante il primo anno di corso abbiano superato una verifica di profitto e negli anni successivi almeno due verifiche. Per gravi motivi di salute o di forza maggiore, debitamente documentati, può essere rinnovato anche allo studente che abbia superato una sola verifica, fermo restando il numero complessivo di rinnovi;

– Può essere rinnovato ulteriormente per conseguire il titolo di specializzazione o il dottorato di ricerca, per la durata complessiva del corso, rinnovabile per un anno.

Leggi